Page 32 - merged
P. 32

COMMEMORAZIONE DEL SOCIO ENRICO FERMI                                      31

        gli ultimi due anni. Questo lavoro, presentato in forma semplice ed elementare, e al tempo
        stesso estremamente elegante, costituisce il punto di partenza di tutte le trattazioni assai
        più complesse fatte nel seguito da molti altri autori e la base dei calcoli per l'impiego dei
        moderatori nella costruzione delle pile nucleari.
          I risultati del lavoro erano tanti e si susseguivano a così breve distanza di tempo l'uno
        all'altro da far sembrare, soprattutto ai più giovani fra i collaboratori, che la cosa dovesse
        proseguire indefinitamente. E Fermi, che era soddisfatto del lavoro e certo anche eccitato
        al numero e qualità dei risultati ma non tanto da perdere anche menomamente la sua
        alma e freddezza di giudizio, diceva di quando in quando: ricordatevi, ragazzi, che questi
        sono gli anni delle vacche grasse e inevitabilmente verranno quelli delle vacche magre.
          L'insieme del lavoro scientifico svolto presso L'Istituto di Fisica dell'Università di
        Roma in quel periodo costituisce un contributo del tutto eccezionale allo sviluppo della
        fisica nucleare; e per esso, nel 1938 fu assegnato il premio Nobel ad Enrico Fermi.
          Negli anni precedenti al 1938, dopo il suo primo viaggio negli Stati Uniti avvenuto
        nel 1930, Fermi era stato spesso invitato nel nuovo continente a svolgere corsi di lezioni
        iurante le sessioni estive di varie università e aveva ricevuto in più occasioni offerte per
        attedre permanenti particolarmente importanti. Più volte egli si era sentito incerto di fronte a
        queste offerte, combattuto fra il desiderio di restare in Italia, conservando e rinsaldando così i forti
        legami di vita e di lavoro, e l'aspirazione di vivere e far vivere la propria famiglia in un clima meno
        increscioso di quello che si era andato creando in Italia. La decisione fu provocata nel 1938 dalle
        Leggi razziali che lo colpivano nella famiglia, essendo la moglie Laura di origine ebraica.
          Fu così che nell'autunno del 1938 Enrico Fermi accettò una offerta della Columbia
        University e, con una regolare aspettativa concessa dal Ministero, si trasferì negli Stati
        Uniti. Solo due anni dopo l'aspettativa non veniva più rinnovata dal Ministero dell'Edu-
        cazione Nazionale e pertanto il trasferimento di Enrico Fermi negli Stati Uniti assumeva,
        anche formalmente, il carattere di una partenza definitiva. Giunto alla Columbia Univer-
        sity. Enrico Fermi riprendeva il suo lavoro di maestro e di ricercatore con la stessa calma
        aggressività di fronte ai problemi scientifici ancora insoluti che aveva avuto durante il
        periodo romano.
          La scoperta della scissione dell'Uranio provocata dai neutroni, fatta da Hahn e
        Strassmann nel 1939, apriva, pochi mesi dopo il suo arrivo in U.S.A., nuove possibilità.
          Se in tale processo, oltre alla elevata energia, si fosse liberato un numero sufficiente
        di neutroni, questi avrebbero potuto produrre a loro volta altre scissioni e iniziare così
        che viene usualmente indicato come una reazione a catena. Fermi non fu il solo ma
        certo uno dei primi a rendersi conto di questo e si mise ad esplorare il campo con l'aiuto
        di vari collaboratori fra cui ricordiamo L. Szilard, W. H. Zinn and H. L. Anderson, dei
        quali quest'ultimo era destinato a lavorare con lui da allora fino alla sua morte.
          Alcuni importanti lavori su questo argomento furono pubblicati da Fermi e collabo-
        ratori sulla "Physical Review" , ma ben presto apparve chiaro che se fosse stato possibile
        provocare delle reazioni a catena, ciò avrebbe potuto acquistare una importanza pratica
        molto notevole.
   27   28   29   30   31   32   33   34   35   36   37